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IGL - Istituto Gemmologico Ligure

IGL
Istituto Gemmologico Ligure

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Articolo dedicato a IGL su "Il Secolo XIX"

 

GE come gemme

A Genova l'unica scuola italiana di formazione in gemmologia affiliata alla Gemmological Association of Great Britain

gemme di vari tipi

SI TROVANO, in commercio, diamanti sintetici più belli di quelli veri, rubini da due o tre carati che brillano di purissimi bagliori rossi. Fiamme di luce colorata, cosi limpide da risultare - talvolta - sospette. «Eppure nessuno, semplicemente a vista, può dire se una gemma è naturale, trattata o di sintesi, nessuno può stabilirlo a un primo sguardo, nemmeno l'occhio più esperto». Per riconoscere un diamante, un rubino, uno smeraldo naturali occorrono esami specialistici, strumenti adatti, gemmologi preparati. Parola di Piero Manuelli, imprenditore di professione, gemmologo per passione.

Manuelli, di origini toscane, genovese da oltre mezzo secolo, si è laureato in geologia e per lavoro si è occupato di strumentazione nautica ed elettronica fondando la San Giorgio S.e.i.n. di cui è presidente, ma non ha mai trascurato, coltivandolo nel tempo, un amore giovanile per le pietre preziose. Un interesse che lo ha portato a creare l'Istituto Gemmolico Ligure e ad aprire, a Genova, l'unica scuola italiana di formazione in gemmologia affiliata alla Gem-a (Gemmological association of Great Britain), la più prestigiosa associazione gemmologica mondiale.

Gem-a è un'organizzazione no profit, ha l'imprimatur del governo britannico, la sede centrale a Londra (www.gem-a.info) e rilascia diplomi in gemmologia e gradazione dei diamanti, riconosciuti a livello internazionale. Conta filiali in 69 paesi, tra cui, appunto, l'Italia e Genova che si è guadagnata l'esclusiva nazionale. «Nel nostro paese - chiarisce Manuelli - opera da tempo anche l'Istituto gemmologico italiano che si trova a Milano, Roma e Valenza Po. È un istituto serio e importante. Tuttavia i diplomi dell'IGI non sono riconosciuti fuori dall'Europa, mentre quelli di Gem-a hanno valore in tutto il mondo».

Il gemmologo Piero Manuelli, fondatore dell'Istituto Gemmologico LigurePer conseguire un diploma Gem-a occorre seguire un corso che dura un anno e superare due sessioni semestrali di esami, ai quali assistono ispettori della casa madre. Attualmente gli allievi genovesi della scuola sono una decina, in gran parte laureati che vogliono acquisire una professionalità specifica. L'iscrizione e la partecipazione al corso di diploma (attivo anche per corrispondenza) costa intorno ai duemila euro. Ma l'lstituto gemmologico ligure (www.gemhouse.org – corso Buenos Aires 28/4a, 010/583260 e 010/8301222 presso san Giorgio S.e.i.n.) organizza anche corsi di base, non specialistici e non finalizzati al diploma, aperti a chi è affascinato dal mondo delle gemme.
Venti ore di lezione teoriche e pratiche (con l'esame di pietre didattiche) per cinque mercoledì consecutivi dalle 18.30 alle 22.30, costo totale 150 euro.

«Questo denaro noi lo destiniamo interamente al progetto di solidarietà dei Lions "Acqua per la vita" - spiega Manuelli -, che consiste nella costruzione di opere idriche in Ruanda, Etiopia, Burkina Faso».

Un corso breve inizia dopodomani. Si insegnano nozioni sulle gemme tagliate, le pietre grezze, l'uso delle gemme in gioielleria, si studia l'abc delle pietre lavorate, caratura, colore, purezza, taglio, si parla di un mercato che per ammissione dello stesso Manuelli «è un'autentica giungla».
Solo i diamanti - dice - «sono una specie protetta, soprattutto per l'intervento della ex De Beers, ora Tdc, che dispone dell'apparecchio "Diamond sure" in grado di certificare al 100% l'autenticità di un diamante e anche perchè i diamanti sintetici sono comunque piuttosto costosi, circa un terzo di quelli naturali. Ma purtroppo nel campo delle pietre colorate vige una disonestà accettata. Prendiamo i rubini: il 99 per cento di quelli in commercio sono trattati termicamente per migliorarne il colore e portarlo dal cosiddetto "rosso sangue di piccione" al tipico rosso rubino, Il trattamento costa poco, il prezzo finale della gemma trattata può essere fino a dieci volte superiore al suo reale valore».

Come smascherare il trucco? Manuelli ha progettato e messo a punto insieme a borsisti dell'Università di Pavia, Parma e Genova i prototipi di due nuove apparecchiature: uno spettrometro portatile a basso costo, utile per misurare lo spettro di luce di tutte le pietre, diamanti compresi, e un rifrattometro “a secco” capace di calcolare gli indici di rifrazione della luce superiori a 1.8 e quindi di rivelare i trattamenti eventualmente subiti dalle gemme colorate.

gemme colorateFin qui la scienza, dietro resta la passione. «Quello che mi affascina delle pietre preziose - approfondisce il gemmologo - è che si tratta, in fondo, di una meravigliosa illusione ottica, è lo spettacolo della natura che gioca con i colori». Le sue pietre preferite sono lo smeraldo «per motivi affettivi e perchè verde è il colore della fedeltà», «le tormaline che hanno colori fantastici, tra queste la rubellite e la cromotormalina, e ancora il peridoto pachistano, il topazio imperiale, la tanzanite. Pietre che adesso hanno un certo successo, sono state riscoperte dalla gioielleria».

Si definisce un «appassionato povero», ricorda con piacere la prima edizione genovese di Mineralshow , anno 2004, alla quale l'Istituto gemmologico ligure ha collaborato, presentando, tra l'altro, una nuova gemma, la pezzottaite. Brutto nome «per una bellissima pietra arancione della famiglia degli smeraldi, scoperta in Madagascar». In quella occasione l'istituto genovese mise in contatto l'ambasciatore del Madagascar, presente a Genova, con Gem-a e favorì la nascita nel paese africano, tra i maggiori produttori mondiali di gemme colorate, del primo istituto gemmologico locale.

Una barriera contro i "predoni di pietre preziose"? Si spera. Come racconta il film "Blood Diamond", la strada che parte dalle miniere di gemme e diamanti è cosparsa di sangue. Ma questa è un’altra storia.

DANIELA ALTIMANI

(da "Il Secolo XIX" del 12 Marzo 2007)

 

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